10 domande a Vittorio Zucconi. Mi dispiace, ma… ncs! Non-Ci-Siamo!
Vittorio Zucconi, direttore di La Repubblica.it
McRemo
Chi è il più importante “chef” del mondo, Ferran Adria che nel suo ristorante “El Bulli” inventa manicaretti che un gruppetto di facoltosi creduloni volano in Spagna e prenotano con sei mesi di anticipo per assaggiare, come fosse un’udienza dal Papa? O Daniel Coudreaut, responsabile del menu da McDonald’s, che decide che cosa servire a milioni di persone ogni giorno, da Mosca a Tokyo? Attenzione: non ho chiesto chi sia il “più migliore”, chi sia il più bravo, raffinato o ammirevole. Ho chiesto chi sia il più importante, il più influente. Possiamo fare gli schizzinosi (io ho visto l’ora finale, con i Carabineri che eseguono l’inno nazionale di Guerre Stellari e con la vittoria di una melensa canzoncina scelta soltanto per evitare l’onta di dare il premio al pupo di Savoia) davanti alla desolazione e allo squallore che da quel palcoscenico, e dalla platea di tromboni di Stato, emana, ma poi ha purtroppo ragione Paolo Garimberti, il Presidente Inesistente come avrebbe scritto Calvino, quando dice che “l’Italia è quella che guarda il Festival”. Lo è. Si vendono più hamburger che tartufi e chi controlla il sapore dell’hamburger controlla i gusti del mondo. E prende il potere. Dire “io non mangio quelle schifezze”, “io non guardo quegli orrori” non cambia nulla, come nulla cambia votare per il partitino della Verità Vera o crogiolarsi dentro un blog di buongustai indignati fra di loro perchè altri mangiano polpette di frattaglie fritte. Fino a quando i consumatori di polpette non capiranno che quelle polpette sono avvelenate, e non si proporrà un’alternativa più sana, più gustosa ed economica, vinceranno sempre le polpette. Berlusconi e la Lega sono i “Big Mac” della politica, fast food per il cervello.
Ho riportato l’articolo integrale.
La sorgente è questa: http://zucconi.blogautore.repubblica.it/2010/02/21/mcremo/
Allacciarsi le cinture. Vorrei far notare che il cartello “vietato fumare” è acceso..
Questo articolo è degno della mia categoria “Frasi geniali”. Da un punto di vista grammaticale è raccapricciante, da un punto di vista logico è da urlo.
Ecco le 10 domande:
- Direttore, lei quando è diventato direttore di repubblica.it?
- Chi l’ha fatta direttore?
- Qual è il soggetto di “volano”?
- Chi, dove e come le ha insegnato l’uso della punteggiatura?
- Dove e quando ha perso la capacità dell’utilizzo di quest’ultima?
- Qual è il soggetto di “emana”?
- Carabineri si scrive così? “Perchè” si scrive così? come si scrive? Con l’accento tonico o grave?
- “Io ho visto l’ora finale”… di che cosa? ahhhh … del Festival di San Remo Sanremo? Bisogna leggere il resto dell’articolo per capire questa affermazione…
- Chi ha scritto questo articolo?
- Lei parla di polpette avvelenate e presumo che a lei quel cibo politico non piaccia. E’ sicuro di non aver recentemente ingurgitato qualche polpetta tossica? Il suo italiano, per lo meno quello scritto, ne risente. Parecchio!
Ovviamente, è un gioco. Non mi aspetto che un direttore di giornale risponda ad un povero pirla come me, un consulente informatico.
Non mi sono mai piaciute le maestrine ed, ammetto, mi fa un po’ specie travestirmi da professorino e porre queste domande a Vittorio Zucconi, direttore del quotidiano online La Repubblica.
Come diavolo è possibile che il direttore di uno dei più importanti quotidiani nazionali scriva in questo modo? Il senso di quello che vuole comunicare lo si deve capire tra le righe; è una accozzaglia di mezzi pensieri, mezze parole. Cita Garimberti all’interno di una frase la cui costruzione sintattica è un attentato alla lingua italiana.
Vorrei veramente sapere quale è il soggetto di “volano” nella prima frase.
Nella seconda frase, quale è il soggetto di “emana”? Rimettendo insieme i pezzi della frase…
Possiamo fare gli schizzinosi davanti alla desolazione e allo squallore che da quel palcoscenico, e dalla platea di tromboni di Stato, emana, ma poi […]
Ma di che cosa parla?
Era necessario questo volo pindarico per comunicare ai suoi lettori che a lei il festival di San Remo Sanremo non piace e che, tutto sommato, pensa che lo schifo che si è compiuto su quel palco è lo specchio dell’Italia malgovernata da questo centro-destra?
Santo cielo, l’ho scritto io che sono consulente informatico, sono di destra, sono sobrio e seduto davanti al mio computer: possibile che lei non ci sia riuscito? Lei è il direttore di Repubblica! In confronto a questo articolo, un qualsiasi pezzo di Emilio Fede meriterebbe l’istituzione del premio nobel per il giornalismo (e la conseguente vittoria).
Io mi auguro che non ci sia un motivo terzo dietro a questo articolo. Una provocazione? Una bravata? Una trappola.. o qualcosa di brutto che la sta colpendo. In quest’ultimo caso, mi auguro ovviamente di no e, nel caso, mi scuso con lei per averla attaccata.
Sorvolo sulle 81 risposte acritiche nei suoi confronti e tutte e solamente mirate a sostenerla nel suo incomprensibile itaGLIano. Nessuno che si sia permesso o preso la briga di dirle nulla… strano. Sono tutti con le fette di salame sugli occhi oppure è il caso di dire che quell’Italia che guarda il festival è ANCHE racchiusa nel suo articolo e nelle 81 risposte a seguire? Fate tanto quelli di kul-tura, ma poi cascate come pere cotte al primo di gioco.
Mi dà fastidio leggere che solo voi di sinistra siete onesti, solo voi siete bravi, solo voi siete integerrimi, solo voi siete in grado di fare e dire. Ma non è così, siamo tutti italiani. Tutti uguali, tutti pronti a dire che c’è una legge, ma pronti a non rispettarla. Tutti pronti a fare il direttore di giornale, ma a non essere capaci di scrivere. (Leggo ora il suo ultimo pezzo, Esportare la stupidocrazia. Maaaaa… insiste! Mi sono fermato alla prima frase, c’è da impazzire!). Mi dà fastidio, in tutto e per tutto, questa logica di sinistra in cui finite col puntare il dito addosso alla gente che voi, dall’altro del vostro piedistallo culturale, indicate come pezzenti di destra. Li deridete, li prendete per il culo, fate passare l’idea che essere di destra significhi assogettarsi al volere ed alle parole del proprio leader senza fermarsi alla critica od alla comprensione delle stesse. Se lei, dall’alto del ruolo che ricopre, è espressione di questo piedistallo, beh… sono FIERO di non essere parte della sua area politica. Non ne posso più di voi che continuate a rompere le palle, cercate la pagliuzza nell’occhio altrui e non riuscite a vedere la trave che vi acceca entrambi gli occhi! Ma anche se non ce l’aveste, non cambierebbe nulla: non sapete scrivere, mi chiedo se siate almeno in grado di leggere!?
Lei è direttore di uno dei più importanti quotidiani d’Italia. Se io, in prima o seconda elementare avessi scritto quello che ha scritto lei nel suo articolo, mi sarei preso due belle, secche e meritate sberle dalla mia meravigliosa maestra Grazia. E, una volta giunto a casa, me ne sarei prese quattro da mia madre, inflessibile con me su grammatica, analisi logica e costruzione logica delle frasi.
Mi chiedo dove lei abbia studiato. Io sono perito in informatica, non sono un linguista né tanto meno un purista della lingua italiana. Questo mio post sarà pieno di errori, lo metto in preventivo. Spero però di riuscire nel mio intento: farmi capire quando scrivo.
Concludo con un estratto dal film “Palombella rossa” di Nanni Moretti, attore, autore, regista, produttore, girotondino, politico, ecc… non certo vicino ai miei favori artistici e, men che meno, politici.
Rende bene l’idea di quello che le voglio dire. Al “parla”, sostituisca “scrive”. Non si sa mai…
Auguri.

A parte il fatto che ho dovuto rileggere 4 volte il post per giungere alla conclusione che non si capisce un cazzo… il problema qui è un altro!!!
Siamo noi stronzi a non capire nulla di quello che sta scritto…
Il direttore si è espresso nel perfetto politichese della lingua italiana, un idioma ai più sconosciuto che mira ad utilizzare costruzioni grammaticali poco note per rendere più altisonanti concetti inesistenti. Una sorta di “licenza politica” (ma non era poetica???)
Complimenti direttore… a quando il suo ingresso in politica?
Per finire, mitico Gioss, ho letto anch’io la prima frase dell’altro post (Esportare la stupidocrazia). Io sapevo che la guerra mietesse vittime, ma che addirittura le potesse ammazzare questa mi è nuova…
@Gianni: sai che ero talmente preso dalle nefandezze grammaticali dell’articolo “Esportare la stupidocrazia” che nemmeo mi ero accorto del fatto che la guerra “continua ad ammazzare vittime”?
… DIRETTORE di giornale! Manco lo strillone gli farei fare!
Ma un errore l’hai fatto pure tu: San Remo. Non esiste, esiste solo Sanremo.
@Roberto: accipicchia! Ho corretto! grazie